Nel settembre 2006 , sul settimanale del Corriere della Sera, ViviMilano, Gian Mario Benzing scriveva: “È un caso unico che collega Milano alle vere capitali della cultura mondiale, l’Orchestra dell’Università degli Studi. Le grandi università straniere hanno tutte un’orchestra. Non è una spesa voluttuaria, è un basilare strumento di formazione e di cultura. L’abbiamo anche noi, l’orchestra dell’Ateneo, e di anno in anno possiamo seguirne con piacere i progressi. [...] Cresce l’apporto di direttori e solisti di fama internazionale [...]: segno che questa orchestra non è solo un miracolo”.
Inaugurando la decima stagione, l’Orchestra della Statale dimostra di non essere stata “solo un miracolo”, anzi, di esserci e di avere il carattere e la qualità di un’orchestra giovanile “senza se e senza ma”, che ha lavorato con solisti e direttori di valore internazionale, non ancora conosciuti a Milano e solisti di primissimo piano (come Gerhard Oppitz) che mancavano da tempo nella nostra città. Con il valore aggiunto di avere dato l’opportunità di realizzare un’esperienza di formazione orchestrale di alto livello a decine di giovani musicisti. Tutto ciò grazie anche al lavoro rigoroso ed esigente del direttore musicale dell’orchestra, Alessandro Crudele, che, negli ultimi anni, ha portato in orchestra anche l’esperienza maturata in ambito internazionale.
Alla crescita artistica dell’Orchestra non ha purtroppo corrisposto un aumento delle risorse finanziarie: in questi anni l’Università ha prodotto lo sforzo più importante, cui si è aggiunto, negli ultimi anni il contributo essenziale di Fondazione Cariplo. Le istituzioni pubbliche non sembrano invece avere finora riconosciuto in maniera adeguata il valore di un’orchestra che, da dieci anni, con la formula dell’ingresso libero, svolge anche un’opera di concreta promozione e diffusione della musica “colta”, attraverso concerti di grande qualità, presso fasce di pubblico – come quello giovanile – che ne sono solitamente lontane.
La stagione del decennale presenta comunque 12 concerti – che rappresentano il nostro massimo sforzo produttivo ed organizzativo sino ad oggi – equamente suddivisi tra concerti sinfonici e di musica da camera.
Le produzioni sinfoniche confermano il nostro orientamento artistico degli ultimi anni, indirizzato a presentare a Milano direttori e solisti che vantano già una carriera di livello internazionale ma che non sono ancora apparsi nelle sale da concerto della nostra città.
I solisti della stagione 2009/2010 si presentano, curiosamente, in coppia. Nel concerto inaugurale ospitiamo infatti, per la prima volta a Milano, due pianisti che suonano regolarmente, in duo o da soli, con le più grandi orchestre del mondo: i fratelli Karin Lechner e Sergio Tiempo, con i quali eseguiamo il Concerto in re minore di Poulenc.
La seconda coppia di solisti è invece costituita dal primo e secondo corno dei Berliner Philharmoniker, Stefan Dohr e Sarah Willis; prima donna, quest’ultima, ad essere entrata, nel 2001, nella sezione ottoni dei Berliner. Dopo le collaborazioni che nei primi anni abbiamo realizzato con le prime parti dell’Orchestra del Teatro alla Scala, si aggiunge così un ulteriore capitolo al rapporto tra la nostra orchestra e le prime parti dei Philharmoniker: iniziato con Karl Leister (primo clarinetto nell’era Karajan), proseguito con Kolja Blacher (primo violino all’epoca di Abbado) e Albrecht Mayer (attuale primo oboe), il nostro feeling con i Berliner Philharmoniker non si esaurisce qui. Nuove avventure artistiche ci attendono nei prossimi anni.
Nella stagione 2009/2010 i direttori ospiti diventano tre; scelta con la quale vogliamo dare un segnale di ulteriore impegno artistico da parte nostra. E si tratta, naturalmente, di direttori di livello internazionale: Lior Shambadal, da anni a capo dei Berliner Symphoniker, Peter Feranec, direttore ospite principale di molte orchestre prestigiose, oggi direttore musicale al Teatro Mikhailovsky di S. Pietroburgo e – novità più interessante in assoluto – Wing-sie Yip, direttore della Hong Kong Sinfonietta, da noi fortemente voluta, non solo in quanto direttore donna, ma soprattutto perché si tratta di una delle personalità musicali più influenti dell’estremo oriente.
Anche quest’anno abbiamo poi il piacere di ospitare un’orchestra giovanaile (universitaria) straniera: la Leipzigeruniversitaetsorchester (LUO), l’Orchestra dell’Università di Lipsia, con la quale, per la prima volta la nostra stagione entra nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano.
Naturalmente diamo grande spazio, anche nella stagione del decennale, alla musica da camera. Prosegue la collaborazione con il Conservatorio di Milano, giunta al quinto anno. Alcuni dei vincitori dei premi e borse di studio per la musica da camera, da esso banditi – in questo caso, nella primavera 2009 – saranno i protagonisti di alcuni dei nostri concerti cameristici.
Special guest della stagione cameristica sarà il Quartetto Mèlica, formazione d’archi femminile, costituita da prime parti o ex-prime parti della nostra orchestra che hanno avviato un proprio percorso artistico e che presentano un originale programma dedicato alla riscoperta del pensiero musicale femminile.
Cuore della stagione di musica da camera resta tuttavia, per noi, il concerto dei Cameristi della nostra orchestra, ensemble costituito dalle prime parti che, dalla stagione 2002/2003, accompagna, come accade in tutte le grandi orchestre, la crescita della formazione maggiore.
Per il decimo anno abbiamo cercato di fare del nostro meglio per mettervi a disposizione una stagione concertistica di grande qualità. L’augurio è di poterlo fare per altri dieci anni.
Alfio Bosatra